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Pubblichiamo il comunicato della Rete delle donne, altre informazioni sul blog retedelledonnedibologna.blogspot.com

No agli scambi politici sul corpo delle donne!

La Regione Emilia Romagna sta per approvare le “Linee d’indirizzo per i piani di zona per la salute ed il benessere sociale per una piena applicazione della L.194/78″.
Le donne non sono state ascoltate ma hanno molto da dire:
L’aborto è una libera scelta e non una colpa! La libertà diautodeterminazione delle donne è la premessa ad ogni discorso sull’aborto.
Quando entriamo in un Consultorio e/o in ospedale vogliamo essere accolte da un medico e non da un’assistente sociale.
Quando abortiamo abbiamo bisogno di cure mediche e non di indagini o giudizi sulla nostra vita! Siamo noi a scegliere di chiedere aiuto se ne abbiamo bisogno!

La sanità deve essere pubblica e laica.
L’associazionismo e i privati sociali possono integrarsi, ma con modalità trasparenti e regole chiare.
Non devono sostituirsi nè devono essere invasivi.
Devono restare fuori dai consultori.
Le associazioni che intendono collaborare a una “piena applicazione” della Legge 194 non possono essere contrarie all’aborto e non possono avere nello statuto finalità contro la 194 e contro la libertà di scelta procreativa delle donne.
La modalità con cui una donna vuole abortire (IVG o RU486) dipende solo dalla sua decisione!
L’obiezione di coscienza è lo strumento che sta affossando la L.194, non possiamo permetterlo.
I diritti dei “camici bianchi” finiscono quando impediscono quelli delle donne.
La legge che meno viene applicata è quella sui consultori, che necessitano di finanziamenti e riqualificazione.
La prevenzione non è dissuasione ma contraccezione! Conoscere la nostra sessualità aiuta tutte e tutti a scegliere in libertà.

Il numero di donne italiane e migranti che scelgono l’IVG è in diminuzione. Non c’è alcuna emergenza rispetto all’aborto, ma rispetto al razzismo sì!
No allo stigma sul corpo delle donne di qualsiasi nazionalità.

Rete delle donne di Bologna

Protagoniste…dall’immaginario alla realtà

Venerdì 10 ottobre

ore 20,30

Associazione Armonie, via Emilia Levante 138, Bologna

Identità di genere e media:

le donne si riconoscono nelle rappresentazioni che imperversano?

Ne parliamo con Saveria Capecchi, sociologa

e Etichette Stupide

Legge 194: le linee guida le dettiamo noi!

Mercoledì 1 ottobre l’Assessore alla Sanità Bissoni presenta in Consiglio Regionale le nuove Linee guida per l’applicazione della legge 194

Invitiamo tutte alla consegna delle nostre linee guida per l’autodeterminazione delle donne:

Mercoledì 1 ottobre ore 14
c/o Sede della Regione Emilia Romagna
Via Aldo Moro n. 50 (Zona Fiera) Bologna
Bus 28, 10, 35

L’accesso all’Interruzione Volontaria di Gravidanza anche nella nostra Regione è sempre più ostacolato dall’aumento dei medici obiettori di coscienza negli ambulatori, nei consultori e negli ospedali.
In questo ultimo anno sempre più donne hanno denunciato disagi e difficoltà nel rivolgersi al servizio pubblico per effettuare l’IVG o anche solo per ottenere la prescrizione della cosiddetta “pillola del giorno dopo”, un farmaco contraccettivo volutamente scambiato anche dai farmacisti per un farmaco abortivo.

Il diritto delle donne a gestire autonomamente la propria vita e il proprio corpo è al centro di una campagna politica e mediatica di criminalizzazione del ricorso all’IVG, sfociata in episodi di violenza dello Stato sulle donne, come accaduto nel Policlinico di Napoli lo scorso febbraio (quando la Polizia ha fatto irruzione nel reparto ospedaliero per sequestrare il feto ed interrogare una donna che si era sottoposta ad aborto terapeutico) o come accaduto a Treviso a metà settembre dove le Forze dell’ordine hanno arrestato in ospedale una donna migrante senza documenti che si era appena sottoposta all’IVG.
A Bologna ogni martedì le donne che entrano nel Reparto di Maternità del S.Orsola sono costrette a sottoporsi alle molestie degli antiabortisti, che da anni manifestano indisturbati la loro intollernza e il fanatismo sulla soglia dell’Ospedale, colpevolizzando le donne e la loro scelta.

Come se non bastasse, l’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna vuole ora orientare l’applicazione della Legge 194 verso una maggiore collaborazione dei Consultori della regione con le associazioni di volontariato, in un’ottica di piena applicazione della legge che riduca il numero delle interruzioni di gravidanza.

Come donne che difendono ogni giorno il diritto a poter scegliere liberamente ed in piena autonomia del proprio corpo non possiamo che inorridire di fronte all’ennesimo tentativo di estendere una nuova forma di controllo sulle nostre vite tramite linee guida che riconoscono all’associazionismo antiabortista la facoltà di intervenire sul tema della sessualità e della riproduzione. Non vogliamo Linee guida che un domani possano condurre a convenzioni e protocolli con le associazioni di volontariato Pro-life.
Esigiamo una migliore applicazione della Legge 194 che vada nella direzione di garantire a tutte le donne – italiane e migranti – l’accesso all’IVG secondo una procedura rapida e semplice, nella più vicina struttura ospedaliera.

Siamo ben consapevoli, perché continuamente lo sperimentiamo sui nostri corpi, che sul tema dell’aborto si riflettono i tentativi di normare e assoggettare la libertà delle donne, ma anche, purtroppo, le tristi dinamiche di produzione del consenso interne ai partiti, come dimostrano le dichiarazioni di Bissoni, esponente del Partito Democratico.

Per questi motivi le Linee guida e di indirizzo sulla salute delle donne le vogliamo dettare noi donne!

Contraccezione gratuita ed accessibile!
Difesa dei consultori come luoghi della libertà di scelta!

Nessun “pro-life” dentro i nostri consultori!

Guai a chi ci tocca! - Bologna
Collettivo Spam - Parma
Lab. Paz - Rimini
Lab. AQ16 - Reggio Emilia

Welcome back

Dopo lungo lungo tempo ritorniamo, il freddo ci chiude a casa di fronte al computer!

Il 9-10 e 11 aprile Ma…donna?

sarà esposta nel chiostro del Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università di Bologna

Piazza San Giovanni in Monte, 2

in occasione del ciclo di incontri

La violenza contro le donne ieri e oggi, un crimine negato

Il primo marzo, in via delle Belle Arti, tre ragazze del coordinamento Quelle che non ci stanno (mentre stavano promuovendo il presidio che si sarebbe tenuto il 4 marzo di fronte al tribunale di Bologna, in solidarietà a Mara, donna che ha denunciato l’aggressore che nel 2006 aveva cercato di stuprarla), sono state fermate da tre uomini in borghese che, senza qualificarsi, hanno intimato loro di mostrare i documenti. Erano uomini della Digos, che hanno strappato loro il cellulare mentre stavano cercando di parlare con una avvocata dell’UDI e le hanno caricate in macchina, portandole in questura e schedandole, nonostante la loro disponbilità a fornire le generalità.
Ieri sono partite 17 denunce contro appartenenti al coordinamento Guai a chi ci tocca del cs Tpo. Il 7 marzo una cinquantina di donne e uomini hanno denunciato pubblicamente la farmacia San Antonio di Via Massarenti a Bologna, una delle tante in cui il proprietario si dichiara “obiettore di coscienza” e si rifiuta di vendere la pillola del giorno dopo (ecco il video dell’azione). Più delle denunce colpiscono le reazioni forti e verbalmente scomposte della curia bolognese e di molti mezzi di comunicazione.

Le donne, i loro corpi e i loro pensieri, continuano ad essere fonte di disagio quando irrompono nella scena pubblica agendo politicamente.
Tutte noi siamo vicine alle donne che, in vari modi e varie forme, lottano per l’autodeterminazione e non si arrendono di fronte ai reiterati tentativi di escluderle dagli spazi pubblici con la violenza, la sottomissione, il tentativo di impaurirle.
Martedì parteciperemo al dibattito pubblico convocato da Guai a chi ci tocca, riteniamo sia un’occasione di confronto e raccordo tra realtà diverse, che possono e devono trovare le parole per comunicare tra loro, per far sì che il grido che ne esce sia forte.

Etichette Stupide

Qui potete leggere il comunicato del coordinamento Guai a chi ci tocca

Mind the Map

In quali luoghi del tuo quartiere ti senti sicura, e quali invece attraversi con paura? Perché durante il giorno le strade sono piene di donne mentre, man mano che si fa buio, i rumori di tacchi sul marciapiede diminuiscono? Cosa ti potrebbe aiutare a sentirti più a tuo agio quando torni a casa la sera da sola?

Il progetto Mind the map, ideato da una rete di associazioni femminili per contrastare la violenza contro le donne, promuove tre incontri nel Quartiere Porto per discutere insieme le questioni riguardanti la violenza e la sicurezza dal punto di vista delle donne. Grazie alla partecipazione di cittadine e cittadini e al contributo di chi compilerà il nostro questionario, cercheremo idee per interventi, soluzioni e strategie. E, per chi lo vorrà, potremo continuare a confrontarci anche in futuro realizzando nel Quartiere Porto un laboratorio partecipato sulla violenza contro le donne.

Il progetto Mind the map prevede anche delle azioni di sensibilizzazione e un concorso creativo nelle scuole Fioravanti e Aldrovandi-Rubbiani.

Gli incontri si svolgeranno nei giorni:

Giovedì 13 marzo 2008 ore 18.00

Mercoledì 26 marzo 2008 ore 18.00

Giovedì 10 aprile 2008 ore 18.00

Presso la Sala consigliare del Q.re Porto, via dello Scalo 21

Parteciperanno:
Sergio Calmieri (Presidente Q.re Porto), Franca Mariani (Consigliera Q.re Porto), Associazione Comunicattive, Etichette Stupide, Maria Grazia Negrini (Tavola delle donne contro la violenza e sulla sicurezza nella città).

Allora ci vediamo tutte tra poco in piazza!

Né Norme Né Marie
Corpi tra desiderio e controllo

Martedì 4 marzo ore 19.oo
Tpo, Via Casarini 17/5, Bologna

La legge 194 subisce l’ennesimo attacco e diventa discorso strumentale per produrre consenso e far campagna elettorale in un momento di manifesta crisi della rappresentanza. In questo scenario sono i corpi i primi a svanire, pur essendo il vivo centro di tutti i dibattiti, terminali delle emozioni, dei desideri dei soggetti. Nella crociata contro l’aborto, assistiamo ad un paradosso nel quale acquisiscono cittadinanza embrioni diventati esseri umani (e questo processo è eclatante nella legge 40 che regola la procreazione medicalmente assistita), mentre la perdono le donne, , ridotte a incubatrici, luoghi pubblici del discorso politico, desoggettivate, smaterializzate. Controllate appunto. Perché è sul corpo delle donne che ha inizio quel processo di sorveglianza della società, che si estende ai desideri e alle forme di relazione di tutt@, che norma e manipola le identità, le autonomie, la volontà di autodeterminarsi e decidere.
Le 150.000 a Roma il 24 novembre, le contestazioni contro la presenza papale alla Sapienza, le migliaia nelle piazze di tutta Italia il 14 febbraio affermano il desiderio di liberazione da ogni forma di controllo. Perché l’indignazione è un inizio, l’autorganizzazione un scelta, il conflitto una gioia.

Ne parliamo con:
Beatrice Busi – A/matrix Roma
Renato Busarello - Antagonismogay Bologna
Valentina Greco - Etichette Stupide
Coordina “Guai a chi ci tocca” TPO

A seguire inaugurazione della mostra,
“Ma…donna? Stereotipi e rappresentazioni del maschile e del femminile”
A cura di Etichette Stupide
dal 4 all’8 marzo c/o Tpo

La pubblicità si avvale di immagini e linguaggi così martellanti e pervasivi da apparirci ormai scontati, ciò contribuisce a creare e rafforzare luoghi comuni e stereotipi sulla donna, sull’uomo e sulle loro relazioni. La mostra è una selezione di alcune delle campagne pubblicitarie più diffuse nella carta stampata, analizzate e rielaborate criticamente per mezzo di scritti, collages, disegni. E’ indubbiamente uno sguardo parziale, ma l’intento di questo lavoro è reagire e sollecitare una reazione di fronte ad una rappresentazione che postula la passività dell’osservatore e la sua totale identificazione. Non è sempre così, con un pizzico di presunzione, le autrici affermano che potrebbe esserlo ancora meno. L’esposizione è divisa in sette sezioni, ognuna corrispondente ad un immaginario diffuso nella comunicazione pubblicitaria: Fuori luogo, Tentatrice, Piccole donne, Donna e motori/Uomo è motori, Maschio, Lesbo (è) chic, Relazioni?

>>>Aperitivo con djSet<<<

Tpo- via Casarini 17/5 Bologna- tpo@mail.com - www.myspace.com/cstpo

Dal 9 all’11 aprile 2008 la mostra Ma…donna? sarà esposta nel chiostro di San Giovanni in Monte, sede del Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università di Bologna, in occasione di un ciclo di incontri sul tema della violenza contro le donne.

Di seguito riportiamo il programma:

Università degli studi di Bologna - Dipartimento di Discipline Storiche

Società italiana delle storiche

LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE
IERI E OGGI: UN CRIMINE NEGATO

1° Ciclo di incontri

5 marzo 2008 ore 11-13 Aula Prodi


Alberto De Bernardi, “Il perché di questa iniziativa”
Cesarina Casanova, “Crimini in famiglia: il caso di Bologna nel Seicento”
 
3 aprile 2008 ore 15-17 Aula Prodi
 
Lucia Ferrante, Angela Romanin, Valeria D’Onofrio, “Quando la famiglia è un pericolo: dai rifugi per malmaritate ai centri antiviolenza”
 
9 aprile 2008 ore 15-18,30 Aula Prodi
 
Ico Gasparri, “Chi è il maestro del lupo cattivo? L’immagine della donna in pubblicità a Milano 1990-2008″
 
 
Tutti gli incontri si svolgono nell’Aula Prodi (in S. Giovanni in Monte, 2) e sono indirizzati agli studenti e alle studentesse
 
Nei giorni 9,10,11 aprile sarà allestita, nel chiostro di S. Giovanni in Monte, la mostra delle ETICHETTE STUPIDE dal titolo “Ma…donna? Stereotipi e rappresentazioni del maschile e del femminile nell’Anno Domini MMVII”

 

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